Il lavoro più bello del mondo: l’animatore (II parte)

Il lavoro più bello del mondo: l’animatore (II parte) Intervista a Gianluca Latella, Equipe Vacanze

Come selezionate le persone?
Di solito mettiamo annunci su giornali, internet, ecc. Da lì, si fa una cernita dei curricula attraverso le foto. Perché fondamentalmente, per un villaggio serve un’immagine di un certo tipo.
Devono essere belli o va bene anche la bravura?
Non per forza belli, ma non si possono certo scegliere persone trascurate, che non si curano. Ogni agenzia ha la sua filosofia di vita e sceglie in base a quella. Però diciamo che si attua una prima scrematura da foto e curriculum, anche e soprattutto per una questione di età: noi selezioniamo ragazzi dai 18 ai 30-35 anni. La gente di 40-45 anni non viene presa in considerazione se non per piano bar o capo villaggio. E poi si passa allo stage.
Ma in genere si preferisce una bella presenza con poca esperienza o viceversa?
Non ha importanza. L’importante è che sappia fare quello che a noi piace. Allo stage individuo i caratteri che mi piacciono: persone allegre, pulite, solari, umili, disponibili, educate e puntuali. Doti che stanno alla base di questo lavoro, perciò preferisco una persona magari meno appariscente ma con tutte queste doti.
La giornata dell’animatore?
Dipende dalle tipologie delle strutture: ci sono strutture dove si comincia alle 9.30, altre alle 10. La giornata tipo è questa: sveglia alle 8, colazione con gli ospiti. Quindi sorriso, massima discrezione e disponibilità. Un animatore non può fumare in giro per il villaggio, non può stare al cellulare, non può bere birra alle 9 del mattino, non può indossare occhiali da sole. Deve avere dei comportamenti ospitali. Dopo colazione si cominciano le attività fino al gioco aperitivo, momento in cui l’animatore si cambia e va al ristorante. E anche lì mangia con gli ospiti mentre lavora. Se non ci sono appuntamenti dopo pranzo si può riposare un po’. Nel pomeriggio riprendono le attività, poi si cena e subito dopo inizia la vera serata: baby dance, spettacolo, poi se c’è la seconda serata si fa anche quella, oppure si va in discoteca o al piano bar. Finito, si fa mezz’ora di stacco e si provano gli spettacoli del giorno dopo.
Si dorme pochissimo!
Sì ma il sorriso non deve mancare mai, né la disponibilità verso gli ospiti.
In quanti hanno ceduto?
Tanti non ce la fanno, ma chi viene a lavorare con grinta, non può arrendersi. E’ solo questione di abitudine. Questo lavoro è il lavoro più bello del mondo ma anche uno dei più faticosi. In alcune strutture si ha la possibilità di riposare anche mezza giornata, magari il sabato o la domenica, ovvero il giorno di cambio: quando gli ospiti partono e arrivano. In alcuni casi, in strutture grosse dove si è in tanti, si riesce a fare un riposo a rotazione durante la settimana. Naturalmente i primi tempi sono i più duri anche perché sono quelli in cui si definisce il programma. Ma con l’andar del tempo, quando tutto è organizzato, i ritmi si ammorbidiscono. C’è da dire che, in serata, dopo aver provato lo spettacolo, anche l’animatore va a divertirsi con gli ospiti, quasi come fosse uno di loro.
Se l’animatore si vuole divertire con un ospite... può?
Diciamo che può ma deve seguire dei comportamenti di un certo tipo. Oggi non si possono negare certe cose. Però meglio non farsi vedere dai colleghi o dagli altri ospiti. Bisogna sempre essere discreti. Se poi è l’ospite che vuole divertirsi, ma l’animatore non apprezza l’interessamento, lo fa capire, sempre con modi gentili. Bisogna ricordare che per noi le persone<